• Lucio, altri Battisti… e tutti voi!

    Massimo Santovecchi, Gwenne e Marcobaleno

    Una serata entusiasmante, che ha fatto scoprire ai tantissimi spettatori un Battisti diverso da quello delle celebrazioni correnti: l’energia che veniva dal palco, dai giovani musicisti e attori che hanno riletto la storia di Lucio dagli esordi alle hit alle sperimentazioni degli ultimi dischi, è arrivata al pubblico che ha gremito il CineTeatro Buonarroti, e che è rimasto fino all’ultima nota ad assistere a uno spettacolo personale e ben costruito.

    Come detto a fine spettacolo, speriamo di avervi fatto venire voglia di andare a cercare le canzoni di Lucio Battisti, non solo quelle strafamose, ma magari anche queste che abbiamo suonato, e quelle dei dischi importanti che abbiamo solo menzionato, come ANIMA LATINA o gli album bianchi… ma nella storia di Lucio Battisti ci sono davvero troppe cose, per un’ora e poco più!

    Una cosa che non ha funzionato, sicuramente, sono stati i ringraziamenti finali, che dopo il crollo dell’adrenalina dei ragazzi sul palco, sono venuti fuori rapidi e poco chiari… e quindi, li ripetiamo qui!

    Grazie alla band, coordinata da Massimo Santovecchi (alla chitarra): Elia Campogiani (basso), Riccardo Pasquarella (tastiere), Marco Cucchiari (chitarra), Lorenzo Patanè (batteria), che hanno supportato le voci di Gwenne e Marcobaleno e dell’ospite Lorenzo Ceccarelli.
    Grazie anche all’altro cantante Mattia Sgriscia, che non era sul palco a causa dell’influenza, ma che ha preparato con noi tutto lo spettacolo!
    Grazie agli attori, i BirdHeads Diego Modena, Leonardo Di Giorgio e Federico Roscioni.
    Grazie a chi ha lavorato a questo spettacolo per FORTE! Festival: Francesco Di Iorio, Alberto e Antonio Burattini, Federico Piermarini per audio e luci (che hanno avuto un grandissimo aiuto tecnico da Diego Spano, Sara Spano e Paolo de Stefani, e da Andrea Gigio – grazie anche a loro!), Donatella Donati per la presentazione, DDG e BirdHeads per i testi.
    (Ma a lavorare al progetto, coordinato da Francesco, Massimo e DDG, siamo stati davvero in tanti, eh – grazie a tutti!!!)
    E infine, grazie di cuore anche al Cine Circolo XXI, al Cine Teatro Buonarroti e all’oratorio salesiano per la collaborazione.

    Per raccontare lo spettacolo e darvi un ricordo della serata, vi lasciamo la usuale galleria di Roberta Barletta, e l’introduzione di Donatella Donati, che spiegava bene il senso del progetto: e presto contiamo di condividere anche altro materiale… restate sintonizzati!

    Il CineTeatro Buonarroti gremito e attento!

    Benvenuti a questo evento di FORTE! Festival. Un evento che per noi è un esperimento e una scommessa, perché è qualcosa del tutto nuovo rispetto ad altri eventi teatrali di ampio respiro la cui formula avete tanto apprezzato e che noi indubbiamente ci siamo divertiti a realizzare. Cosa dobbiamo aspettarci dunque questa sera? Non il solito omaggio a un mito del passato, non una lista di cover di successi benché indimenticabili, non una riduzione teatrale che portasse sul palco il personaggio Battisti…

    Quello che abbiamo voluto fare è presentare Lucio Battisti da una prospettiva diversa e completamente inaspettata, quella di una generazione di giovanissimi che si sono accostati al repertorio di Battisti privi di ogni condizionamento o reverenza, scegliendo una serie di brani che hanno un senso per loro, e quindi rivelandoci con più forza la modernità di questo artista così amato e ancora così attuale da essere raccontato con un linguaggio moderno e giovane, che fa pensare ai fumetti!

    Ad affiancare la band, composta da musicisti ventenni o poco più, vedrete degli attori ancora più giovani, che racconteranno Lucio in tante versioni differenti e originali – i tanti Battisti del titolo – anche nei suoi aspetti meno conosciuti che questi ragazzi del nostro tempo hanno saputo portare alla luce. Insieme a lui, in questo grande e caleidoscopico fumetto teatrale, conosceremo gli altri protagonisti della storia: il paroliere Mogol, il produttore Greg Walsh, il cantante Adriano Pappalardo, i discografici…

    Come avrete capito, a noi di FORTE! Festival piace scommettere e rischiare, giocando a mettere in contatto età e generi, miti assoluti e perfetti sconosciuti: vediamo insieme se anche questa volta abbiamo vinto la scommessa!

    (Donatella Donati)

  • Meshell Ndegeocello in concerto: arte e attivismo

    Meshell Ndegeocello al Bozar di Bruxelles (foto Ed Pisani)

    Oltre che un concerto musicale raffinato, quello di Meshell Ndegeocello (all’anagrafe Michelle Lynn Johnson, nata il 29 agosto 1968) è stata un’espressione artistica di reazione sociale e politica per la difesa dei diritti umani e della pace.
    Era fortemente palpabile in teatro questa atmosfera di comunicazione –di provocazione – mirata a risvegliare le coscienze di tutti.
    Parole (e alcuni titoli di canzoni) come Hatred, Trouble, Chaos e non ultimo Love, hanno risuonato forte e chiaro, cantate, urlate e talvolta sussurrate dalla band di Meshell.

    Meshell è una cantautrice, poetessa e bassista statunitense, e la sua musica incorpora una grande varietà di influenze, tra cui funk, soul, jazz, hip hop, reggae e rock.
    Nel corso della sua carriera ha ricevuto un notevole plauso dalla critica, ottenendo 13 candidature ai Grammy Awards e vincendone tre.
    Le è stato inoltre attribuito il merito di essere tra gli artisti che più hanno contribuito a “innescare il movimento neo-soul”.
    Ndegeocello è il nome adottato (e adattato) dalla lingua swahili, che significa “libera come un uccello”.

    Meshell Ndegeocello al Bozar di Bruxelles (foto Ed Pisani)


    Il concerto è stato un racconto del suo ultimo album, NO MORE WATER: THE GOSPEL OF JAMES BALDWIN (2024), un progetto composito iniziato anni fa, nel 2016, ad Harlem (New York), dove si tenne la prima mondiale di Can I Get a Witness? The Gospel of James Baldwin, un’opera teatrale musicale e artistica di Ndegeocello che rappresenta un tributo per Baldwin, scrittore e profeta afroamericano.
    No More Water è un’opera d’arte provocatoria che adatta gli scritti di James Baldwin in un modo che parla alla vita americana contemporanea: passaggi recitati e canzoni folk acustiche sull’ultimo decennio di brutale violenza poliziesca letale contro gli afroamericani, letture delle opere dello stesso Baldwin accompagnate dal sax jazz e splendidi brani originali intrisi di influenze gospel.

    L’album mette in evidenza lo stretto gruppo di collaboratori che è al centro dei dischi più recenti di Meshell Ndegeocello, album che sono “solisti” solo di nome.
    Alcuni membri della sua band — Justin Hicks, Julius Rodriguez, Abe Rounds, Jake Sherman, Chris Bruce, Kenita Miller e Jebin Bruni — assumono il ruolo di voce principale in diversi brani.

    In un’intervista al momento della pubblicazione di quest’album, Meshell disse: “I don’t care if you like it. I’m not thinking about the reception. I want to be like Baldwin and just bear witness to a moment in time.” Una dimostrazione ulteriore del suo convinto e manifesto impegno civile.

    Meshell Ndegeocello al Bozar di Bruxelles (foto Ed Pisani)

    Un breve riassunto sull’evoluzione dell’artista: Ndegeocello ha affinato le sue capacità negli anni ’80 con le band Prophecy, Little Benny and the Masters e Rare Essence.
    In seguito ha intrapreso la carriera solista ed è stata una delle prime artiste a firmare con Maverick Records (la casa discografica fondata da Madonna), etichetta con cui pubblicò il suo album di debutto Plantation Lullabies.
    Il suo più grande successo è un duetto con John Mellencamp, una cover di Wild Night di Van Morrison, che raggiunse il n. 3 della classifica di Billboard.
    L’unica altra sua apparizione nella Billboard Hot 100 è stata con il brano scritto da lei If That’s Your Boyfriend (He Wasn’t Last Night), che nel 1994 arrivò al n. 73.
    Ha collaborato con musicisti del calibro di Herbie Hancock, Madonna, Chaka Khan, The Rolling Stones, Basement Jaxx, Indigo Girls, Scritti Politti, The Blind Boys of Alabama, Alanis Morissette -e non sono tutti…
    Poi tra documentari Motown e show prodotti da Oprah Winfrey, ha aggiunto anche una serie televisiva, A Shot of Rhythm and Blues: Exploring The Beatles and Black Music (2021) dedicata al rapporto tra i Beatles e i musicisti neri che li hanno influenzati.

    Ndegeocello è entrata nel catalogo dell’etichetta Blue Note con l’uscita del suo tredicesimo album in studio, THE OMNICHORD REAL BOOK (2023), il cui titolo cita una raccolta di lead sheet di brani funk, soul, gospel e altri generi influenzati da suo padre, concepita come una sorta di raccolta di standard simile a un real book del repertorio jazz.

    Meshell Ndegeocello al Bozar di Bruxelles (foto Ed Pisani)

    I suoi dischi più recenti sembrano molto concentrati sulla dinamica di gruppo e sulla collaborazione, dopo essere stata, negli anni 90, una star solista con dischi di successo.
    Affascinata da come Prince e Stevie Wonder suonavano tutti gli strumenti, e da quella capacità di controllare l’intera essenza del suono, nei suoi primi dischi Meshell voleva fare proprio come loro. Ma a partire dalla collaborazione con John Mellencamp, la sua esperienza è stata diversa e più completa, grazie all’integrazione nel suo progetto di tanti altri artisti capaci di costruire una voce collettiva, invece di limitarsi a dare risalto alla sua.

    Una forza condivisa, superiore alla somma delle parti, che può nascere quando singolarità notevoli si incontrano: come accadde con Wayne Shorter, Jaco Pastorius, Joe Zawinul.
    E tutto questo si può trasformare in poesia ed in arte, come è successo sul palco del Bozar, in un concerto che ha avuto la forza di quando è l’insieme ad avere voce.

    (Ed Pisani, marzo 2026)

  • Pablo MelHoney & Co., Paolo Carnelli e i Radiohead: era davvero il posto giusto!

    I Pablo MelHoney & Co. (foto Roberta Barletta/ZWR)

    Un’altra domenica di grande musica e buonissime vibrazioni: le esecuzioni impeccabili dei Pablo MelHoney & Co. (Paolo Meloni – chitarra e voce, Ruggero Maoloni – basso e cori, Matteo Agozzino – batteria e cori, che in qualche brano hanno invitato gli ospiti Gwenne – voce, e Lorenzo Patanè – batteria), che hanno spaziato tra i vari dischi e le diverse sensazioni associate al repertorio dei Radiohead, con una scaletta emozionale, invece che cronologica, si sono intrecciate alle testimonianze in prima persona del grande giornalista Paolo Carnelli (Prog Italia), tra i primi in Italia a vedere la grandezza “progressiva” del quintetto di Oxford.
    Un evento eccezionale, che apre una settimana intensa, che proseguirà giovedì 5 con lo spettacolo su Lucio Battisti al CineTeatro Buonarroti, e si chiuderà domenica 8 in sede con il concerto al femminile di Sara Jones e delle nostre voci… tutti appuntamenti da non perdere!

    Un evento eccezionale, dicevamo: Paolo Meloni, uno dei protagonisti, lo racconta così.

    È stata una grande emozione suonare le canzoni di una band importante come i Radiohead nel contesto del FORTE! Festival. Da performer ho assistito alla presenza di un pubblico numeroso, composto anche di giovanissimi attirati dal progetto! Suonare – e cantare – per chi ascolta con attenzione è uno stimolo in più per dare il meglio. In tutto ciò è stato prezioso il contributo di Paolo Carnelli. La sua testimonianza diretta fin dagli esordi dei Radiohead raccontata con interessanti aneddoti ha reso più immersiva l’esperienza, dando carburante emotivo per l’esibizione. Grazie davvero a tutti!

    E cosa ne pensa il pubblico? Lo abbiamo chiesto alla nostra Angela Tandurella, che era in platea con tanti altri appassionati rapiti dal flusso della musica e delle storie.

    La voce ipnotica. La chitarra esperta. Il basso solido. La batteria onirica.
    E poi. La voce dolce e la batteria espressiva degli ospiti.
    Insomma, un pomeriggio di musica dal vivo intensa, accompagnata da un narratore capace di farmi entrare, con i suoi ricordi vissuti davvero, nella realtà spiazzante del rock dei Radiohead.

    Sì, parlo di Paolo Carnelli, dell’uomo di oggi, che con le sue storie ci ha condotto indietro nel tempo, nei periodi della sua giovinezza, quando si è trovato in un pub di Oxford, quello dei primi concerti dei Radiohead. O quando ha trascorso due giorni senza sonno, con tanta stanchezza, ma con grande trasporto ed entusiasmo, pur di vedere il gruppo in un concerto memorabile a Firenze, nel lontanissimo 1997. E di quella copertina della sua fanzine progressive Wonderous Stories con la copertina dedicata ai Radiohead, che suscitò un grande clamore tra i lettori poco abituati a proposte così poco “classiche”, che si divisero, tra pro e contro.
    Racconti di vita intensi, che hanno affascinato gli ascoltatori.

    La band mi ha incollata alla sedia fine al termine dello spettacolo e vi assicuro che non è facile ascoltare i Radiohead; cupi, nervosi, a tratti insopportabili, inaspettatamente e improvvisamente magnifici.
    Una produzione musicale che, da profana, considero complessa e spesso ostica, così variopinta da risultare complicato l’individuazione del “filo” per riavvolgerla.
    Non è stata una performance come tante; FORTE! Festival ci ha regalato in questi mesi eventi musicali affascinanti e questa è stata una delle più belle.

    Anzi, mi sbilancio. È stata più difficile.
    Perché sono i Radiohead, e quasi trent’anni di produzione riassunti in meno di due ore avrebbero potuto sconvolgere il pubblico.
    E invece no. I Pablo Melhoney & Co. hanno suonato divinamente, con competenza, tecnica e sentimento.
    E la sensazione di aver fatto arte, di aver fatto cultura, questa sensazione di benessere fisico e mentale, mi accompagnerà a lungo, fino al prossimo evento, quello di giovedì, quello di Battisti.

    E allora “Ogni cosa al posto giusto”?
    Direi proprio di sì.

    (Parole di Angela Tandurella, foto di Roberta Barletta)

    GRAZIE A…

  • Ogni cosa al posto giusto: storie e suoni dei Radiohead

    1 marzo: Paolo Carnelli racconta i Radiohead insieme ai Pablo Melhoney (locandina di Roberta Barletta)

    RADIOHEAD: OGNI COSA AL POSTO GIUSTO
    Paolo Carnelli e i Pablo Melhoney & Co. raccontano la band di Thom Yorke

    Domenica 1 marzo nella sede di piazza Saffi 37 (Civitavecchia)
    Un evento supportato da 80FAME e 8.0 Melting Pot Culinario
    Ingresso libero

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    Alla fine della cantata dedicata a David Bowie, qualche settimana fa, i musicisti che avevano partecipato si sono messi a suonare tra loro: e dopo pochi minuti di jam, si sono ritrovati sul repertorio dei Radiohead, che evidentemente era tra le passioni di tutti loro – Paolo Meloni, Sterbus, Gwenne… e quindi è stato naturale chiedere loro se un evento sulla grande band di Oxford potesse essere sensato – e la risposta è stata subito SI’! – anzi, Paolo ci ha pure proposto di coinvolgere il trio con cui lui da tempo porta sui palchi i brani di Thom Yorke e soci, i Pablo Melhoney & Co., dove è coinvolto anche Matteo Agozzino, altro musicista che avete già apprezzato in tanti eventi di FORTE! Festival!

    I Pablo Melhoney & Co.

    A questo punto c’era solo da decidere come strutturare il tutto: ma anche per la cornice narrativa, la scelta era naturale – i Radiohead sono l’ultima grande band “progressiva”, e quindi avremmo potuto chiedere aiuto a un grande giornalista e amico storico di FORTE! Festival, Paolo Carnelli della rivista Prog Italia (curatore della serie MUSICHE & MITI, dove sono usciti i volumi dedicati a 1970 e 1980 che abbiamo realizzato insieme!) esperto e appassionato da sempre del gruppo (era al leggendario concerto di Firenze del 1997!).

    E quindi, domenica prossima potrete venire a emozionarvi con la musica dei Radiohead, scoprendo (se non li conoscete già a memoria!) dischi, canzoni e storie davvero significative, che delineano una delle poche esperienze musicali recenti che sono diventate rilevanti come quelle delle grandi band rock degli anni ’70: dalla wave degli inizi al capolavoro OK COMPUTER (1997), fino all’elettronica e alla riscrittura delle regole di composizione e distribuzione della musica, che i cinque musicisti di Oxford hanno portato avanti restando sempre coerenti, anche nei cambiamenti.

    Vi aspettiamo domenica 1 marzo nella sede di piazza Saffi 37 (Civitavecchia) dalle 18,30!

    Il libro ’80×100 curato da Paolo Carnelli, che abbiamo pubblicato con la prestigiosa Società Editrice Dante Alighieri!

    GRAZIE A…

  • Le storie di Avincola: il passato, il presente… e il futuro!

    Avincola (foto Roberta Barletta/ZWR)

    Domenica 15 febbraio FORTE! Festival presenta Avincola Stories: Venditti e Gaetano: il cantautore romano Simone Avincola, un amico di lunga data dell’associazione, sale sul palco e ci narra l’intrecciarsi degli inizi e poi dei successi dei due grandi cantautori, alternando narrazione e canzoni, eseguite con grande professionalità.

    Si parla di incontri: Venditti accompagnato da Lucio Dalla all’appuntamento decisivo con il grande discografico Giancarlo Micocci, Sora Rosa, le performance al Folkstudio… mentre Rino Gaetano parte controvoglia, pensa di non avere una bella voce e non vorrebbe cantare, e il primo 45 giri, I love you Marianna, lo incide dietro una maschera, con lo pseudonimo Kammamuri’s; le sue canzoni sono anomale, nascono da idee appuntate su pezzi di carta, sparsi frammenti che poi arrivano a comporre un quadro unico.

    La narrazione di Avincola prosegue davanti a una platea attenta: aneddoti e ricordi, la denuncia a Venditti per Quando verrà Natale, il 1974 nel quale Rino Gaetano incide INGRESSO LIBERO, mentre Venditti esplode con la struggente Lilly. I brani inseriti nel flusso della storia diventano più noti, e permettono ad Avincola di iniziare a coinvolgere il pubblico presente con i cori, e la partecipazione attiva cresce – Mio fratello è figlio unico unico e Berta filava portano il pubblico a cantare con grande entusiasmo.

    I due amici cantautori intanto crescono, e le loro storie si intrecciano con quelle di altri grandi nomi del nostro pop: Venditti e Ivan Graziani lavorano insieme, Rino Gaetano arriva in hit parade con Aida, e finalmente i grandi successi – Nata sotto il segno dei pesci, Gianna (la prima canzone a portare la parola “sesso” sul palco sanremese dell’Ariston!), Buona domenica – proiettano i due verso successi sempre più importanti.

    La storia di Rino Gaetano si interrompe tragicamente con l’incidente vicino casa sua, il 2 giugno 1981: la mancata accettazione del cantautore ferito da parte dei primi ospedali dove viene portato causa un ritardo nelle cure, e il cantante muore a soli 30 anni.
    Premonizioni e profezie che si ritrovano in una canzone scritta da lui anni prima, La ballata di Renzo, fanno pensare davvero a un evento predestinato: in quella storia di un ragazzo che, a causa della strada buia e dei mancati soccorsi, perde la vita, si ritrovano tanti elementi di quella tragica fine.

    Avincola ricorda che Venditti, amico di Rino, fu chiamato a riconoscere il corpo: anni dopo, in un’intervista, ricordò quell’incontro tragico, riportando con dolore la poca autostima di Rino, che non capiva la sua grandezza e non si sentiva all’altezza di lui e di De Gregori.

    Il pubblico è entusiasta, e la serata si chiude con la promessa di un seguito, che possiamo già annunciarvi per domenica 15 marzo, quando Avincola ci racconterà la storia di un altro grande nome purtroppo quasi dimenticato, Stefano Rosso: e aspettando questo ritorno, Avincola chiude rispondendo alla richiesta di un bis con una sua canzone, la stupenda Barrì composta sul testo del poeta Pasquale Panella.

    (Racconto di Nadia Ceccarelli, foto di Roberta Barletta)

    Prendete nota dei prossimi appuntamenti! Domenica 1 marzo in sede (piazza Saffi), Paolo Carnelli racconta i Radiohead, eseguiti dal vivo da Pablo MelHoney & Co.; giovedì 5 marzo, al CineTeatro Buonarroti, lo spettacolo LUCIO E ALTRI BATTISTI, col repertorio del grande autore riletto da giovanissimi musicisti e attori della nostra scena (prenotate i vostri posti scrivendo a fortefestivalcivitavecchia@gmail.com); e domenica 8 marzo in sede, concerto al femminile con Sara J Jones e le nostre cantautrici!

    GRAZIE A…

  • Le storie di Simone Avincola (e le immagini di Lorenzo Lepore)

    AVINCOLA STORIES: VENDITTI & GAETANO
    Domenica 15 febbraio nella sede di piazza Saffi 37 (Civitavecchia)

    Opening act – FORTE! Festival
    Un evento supportato da 80FAME e 8.0 Melting Pot Culinario
    Ingresso libero

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    Nella MIRABOLANTE stagione dei concerti nella sede di FORTE! Festival, che ha già visto tantissimi artisti di livello nazionale visitare per la prima volta la nostra Città, portando proposte musicali sempre diverse e nuove, c’è anche spazio per dei graditissimi ritorni: Simone Avincola, uno dei grandi cantautori della nuova scena romana, era già stato con noi sul palco della Cittadella, e poi in sede per parlare di Enzo Carella, un musicista del passato che è stato di ispirazione per tanti eredi attuali, sul quale Simone ha scritto un bellissimo saggio… e siccome questa ultima esperienza in particolare aveva lasciato tanti bei ricordi a chi c’era, abbiamo deciso con lui di provare a iniziare una serie di appuntamenti – le Avincola Stories, nelle quali Simone racconta, suona e fa ascoltare la musica di altri grandi artisti che sono nelle sue radici.

    Apriamo questo “esperimento” con due nomi che vengono da un’esperienza collegata alla IT di Vincenzo Micocci che era stata la casa di Enzo Carella: il “Cenacolo“, di cui ci ha raccontato qualche tempo fa Maurizio Becker, un incubatore dove la RCA faceva crescere i musicisti su cui puntava, in un’epoca nella quale per le case discografiche era possibile fare investimenti di lungo termine sugli artisti, invece di cercare la hit istantanea da piazzare sul web.
    E dal Cenacolo, di grandi artisti ne sono usciti davvero: Amedeo Minghi, Fiorella Mannoia, Francesco De Gregori… e anche Rino Gaetano e Antonello Venditti, che sono i due musicisti di cui ci racconterà Avincola, in un altro appuntamento (a ingresso libero) davvero da non perdere!
    Vi aspettiamo domenica 15 dalle 18,30 in piazza Saffi 37 (Civitavecchia), non mancate – e arrivate presto, se volete sedervi!!! 😉

    E parlando di appuntamenti da non perdere, domenica scorsa c’è stato un concerto SPETTACOLARE di Lorenzo Lepore… che facciamo raccontare alle nostre Nadia Ceccarelli e Roberta Barletta!

    Bella serata domenicale con il cantautore Lorenzo Lepore, accompagnato al piano da Alessandro Passi.
    Testi e musica molto originali, ritmo incalzante e coinvolgente.
    Introduce il concerto recitando: “Le macchine, i motori, le antenne paraboliche… il cielo…” e racconta di Roma, dal suo punto di osservazione, Tangenziale Est, dove vive.

    Il concerto è un alternarsi di passaggi in cui Lorenzo si racconta e di brani musicali. È critico sulla sua vita di ragazzo a Roma, “ Siamo eroi in base alle cazzate che postiamo…” , “ Sono pieno di guai “. Condivide con noi il suo cattivo rapporto con la scuola (“Ero il peggiore…”), e racconta di quando la maestra lo aveva circoscritto in giardino tra due parentesi segnate in terra, e lui non doveva muoversi da lì – una punizione insopportabile che lo faceva stare male. Ma una volta cresciuto, ha capito che quello stare tra parentesi poteva essere un modo per vivere a modo suo, e così ha fatto, si è costruito un suo posto tra due parentesi immaginarie, dove si sente bene… tanto da volgere il ricordo in una canzone, Parentesi.

    “A Roma un ragazzo ha mille stimoli, puoi fare tante tante cose, e poi, per dimenticare tutto quello che hai visto e fatto, inizi a bere…” , riflette per introdurre una canzone sulle dipendenze, sull’alcolismo: ma la sua cifra è soprattutto delicata e poetica, come nella canzone in cui dice di essersi innamorato di una nuvola, sempre osservata dalla tangenziale est, una storia bella e sentimentale, “…che poi, come tutte le storie, deve finire…”, nella natura transitoria di tutto ciò che è umano.

    Arriviamo a La strada di casa, sul tema della mancanza grande di chi abbiamo amato e ora non c’è più. Chi manca, diventa “strada di casa” per noi, coi ricordi, i gesti, le frasi dette, e poi a Sovrastrutture , che parla di un fratello piccolo che costruisce con i LEGO una casetta, e poi continua ad ampliarla, alla fine la porta in giardino, in casa non ci entrava più, e piano dopo piano, arriva alla luna.
    Pensiero critico sul nostro modo di vivere, inghiottiti da un vortice di impegni (costruttivi?), che ci impediscono di avere spazio per noi.

    Abbiamo una cosa sola: la vita, e non possiamo perderla per i capricci dei potenti…” , dice introducendo l’omaggio a Lucio Battisti, una versione sentita di Il mio canto libero, dove ci chiama tutti a cantare con lui: un momento magico di grande comprensione e condivisione collettiva, che prosegue con una canzone sull‘amore, Nessuno al mondo, che ricorda che l’amore vero è quando riusciamo ad amare anche i difetti dell’altro.

    Chiusura in crescendo con Futuro, la canzone che gli ha portato fortuna, e con cui ha aperto il concerto di Vecchioni nel recente tour italiano, e poi un altro saluto al pubblico con un bis su richiesta, un pezzo per ricordare Piero Ciampi, cantautore purtroppo poco ricordato, ma di grande valore, prima della vera chiusura con la Cielo Città con cui aveva aperto, richiesta esplicitamente dall’organizzatore-fonico-tutto quanto Francesco Di Iorio.

    Lorenzo ci è piaciuto tantissimo: la sua visione delle cose, assolutamente originale, ci ha fatto riflettere sui temi più vari, in un evento bello e coinvolgente, dove musica e parole si sono mescolate in un linguaggio diretto e profondo.
    Grazie Lorenzo, e grazie a FORTE! Festival, che continua a stupirci, con la sua continua ricerca di arricchimento dell’offerta culturale della nostra città.

    (Racconto di Nadia Ceccarelli, foto di Roberta Barletta)

    GRAZIE A…

    Ristoranti 80Fame e 8.0
  • Il Console Generale sul palco: Flavio Giurato al Monk

    II nostro Riccardo Pasquarella ci aveva parlato con entusiasmo del concerto al Monk del grande cantautore romano, uno degli “irregolari” che ci piacciono tanto dentro FORTE! Festival: “Il live è stato fantastico: Flavio Giurato è un grandissimo cantautore, che scrive della roba di una potenza inaudita, ma dal vivo si dimostra come personaggio sincero, onesto, spontaneo, de core! Nonostante i quasi 80 anni, il suo è un live vissuto, dove si spende totalmente… veramente un gran concerto!

    Abbiamo quindi chiesto a un altro amico che era al Monk, Matteo Contigliozzi, di raccontarci qualcosa di più.

    «Figliola, non andare coi cantautori…»

    Eppure ieri sera, a Roma, l’abbiamo seguito tutti Flavio Giurato: artista di culto, che ha presentato dal vivo la sua ultima fatica IL CONSOLE GENERALE.

    77 anni portati con l’eleganza dell’altezza, Giurato – dal suo metro e novanta di verticalità – è abituato a guardare il mondo in lieve contropendenza. È un autore obliquo, disallineato, ostico, che ha rinunciato alle lusinghe della fama per una dimensione appartata da unsunghero, abitata con compiaciuta disinvoltura. Forse memore di Pessoa: «Essere compresi significa prostituirsi».

    Un suo concerto è l’ultimo posto dove portare una «ragazzina pariolina» al secondo appuntamento, se auspicate di averne un terzo. Ma se questo strano tipo di bambina non scappa – e, anzi, accetta di scendere con voi nel girone periferico di Casalbertone-Portonaccio (al Monk, cornice del live), allora potreste concedervi una strana fuga romantica sul Caravan di Flavio Giurato. Il tragitto è impervio, il panorama non sempre piacevole. Viaggiamo tra spazio e tempo: dall’indicibile di Auschwitz-Birkenau fino al convento più nascosto sulle tracce di Ettore Majorana.

    Giurato esige attenzione. Quasi sussurra, chiede di tendere l’orecchio alle sue parole; che spesso si perdono comunque, perché la sua bocca non sempre trova il microfono. L’impressione è che Giurato lo sfugga di proposito, come ha allontanato le tentazioni più pop del suo capolavoro IL TUFFATORE (1982), richiesto a gran voce dal pubblico. Pubblico che sposa con una voce sola La marcia nuziale, il momento più solenne dello spettacolo.

    E, quando il viaggio si avvicina al termine della notte, Flavio Giurato dismette i panni di driver e indossa le vesti di mistico-salmodiante,che non tanto canta quanto sgola «Voglio essere un tuffatore per rinascere ogni volta dall’acqua all’aria» lasciando tutti asciutti, senza più una goccia di sudore.

    Perché, come dice lui – con il forte accento romano di chi vive a Montesacro, a due passi dalla casa di Ennio Flaiano – «Un tuffatore non se nega a nessuno».

    Speriamo neanche un terzo appuntamento.

    (Matteo Contigliozzi – Concerto di Flavio Giurato, Monk, 8 febbraio)

  • Lucio e altri Battisti – Dalle hit alle sonorità sperimentali

    LUCIO E ALTRI BATTISTI
    Giovedì 5 marzo, CineTeatro Buonarroti (via Buonarroti 13, Civitavecchia)

    Lucio Battisti dalle hit alle sonorità sperimentali, suonato da
    Massimo Santovecchi, Elia Campogiani, Lorenzo Patanè, Marco Cucchiari,
    Riccardo Pasquarella, Gwenne, Mattia Sgriscia, Lorenzo Ceccarelli, Marcobaleno
    e raccontato dai BirdHeads.

    Un evento realizzato in collaborazione col CineCircolo XXI CGS
    Ingresso con contributo associativo (10 euro) – prenotazioni via mail a fortefestivalcivitavecchia@gmail.com

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    📣📣📣 LUCIO E ALTRI BATTISTI 📣📣📣

    Una produzione FORTE! Festival per omaggiare Lucio Battisti e la sua produzione musicale, che ha un posto speciale nel cuore di ognuno di noi.

    Uno spettacolo di teatro-canzone dove il repertorio di Battisti, dagli esordi fino ai “dischi bianchi”, viene riletto da un gruppo di giovani musicisti e attori che portano in scena la loro visione di Lucio: e tutto questo proprio il 5 Marzo, giorno del compleanno di questo grandissimo artista!

    Una produzione realizzata con lo stesso stile che avete già apprezzato nei precedenti spettacoli di FORTE! Festival al CineTeatro Buonarroti: Se potessi mangiare un’idea (dedicato a Giorgio Gaber) e HELP! – I Beatles in parole e musica… e anche stavolta, l’intento è quello di riascoltare composizioni e discorsi che dopo tanto tempo, suonano ancora freschi e attuali, anche per degli appassionati giovani come quelli che saranno sul palco.

    Per info e biglietti e prenotazioni (10 euro di contributo associativo) scrivere una mail a Fortefestivalcivitavecchia@gmail.com

  • Nessuno al mondo… come Lorenzo Lepore!

    LORENZO LEPORE – ACOUSTIC LIVE
    Domenica 8 febbraio nella sede di piazza Saffi 37 (Civitavecchia)

    Opening act – FORTE! Festival
    Un evento supportato da 80FAME e 8.0 Melting Pot Culinario
    Ingresso libero

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    Pronti per il prossimo appuntamento nella nostra sede?

    Non vediamo l’ora di ascoltare Lorenzo Lepore, che sarà da noi per creare quella magia che ogni domenica si ripete: il suo pop personale e delicato, che potete scoprire nel recente singolo Nessuno al mondo, si presta naturalmente alla rilettura in acustico che proporrà domenica in piazza Saffi.

    Due parole su Lorenzo: nel 2018 inizia al sua formazione a Officina Pasolini, nel 2021 firma con la T-RECS di Tony Pujia, e vince il premio per il Miglior testo nella rassegna Musicultura, con il brano Futuro.
    I premi continuano anche negli anni successivi: nel 2022 vince il premio Amnesty – Voci x la libertà, mentre nel 2023 riceve il premio Lauzi e il premio Ciampi.
    Il bisogno di raccontarsi gli permette di calcare palchi italiani importanti come il Parco della musica, il PalAtlantico, piazza Venezia e piazza del Popolo a Roma, e di partecipare a festival nazionali come Indigeno, MEI, Reset, Meeting del mare.
    La sua popolarità continua a crescere, e lo ritroviamo in tante trasmissioni televisive importanti, come La versione di Fiorella su Rai 3, Radio2 Social Club, Generazione Z e Il concerto dell’Epifania in diretta su Rai 1.

    A Novembre 2023 Lorenzo riempie il Monk di Roma presentando FUORI ONDA, l’album d’esordio che raccoglie tutte le sue esperienze musicali più importanti.
    Nel 2024 apre il concerto di Lucio Corsi a Fiano Romano e, grazie alla vittoria del bando Siae – Per chi crea, incide e pubblica a novembre il suo secondo album, CIELOCITTÀ, che presenta a Roma, Torino, Milano, Pistoia e in apertura al tour di Roberto Vecchioni per tutto il 2025: un viaggio vero e proprio in cui sentirsi liberi, almeno per il tempo di una canzone.

    🗓️ Domenica 8 febbraio
    🕰️ 18.30
    📍sede Forte!Festival, P.zza Saffi 37 Civitavecchia (Rm)

    E le prossime settimane, ci saranno altre sorprese… non perdetevele!

    GRAZIE A…

  • BALLA FORTE! Una serata di festa al Villaggio del Suono

    One, two, three, four… ed è subito America. I Soul Kitchen partono all’assalto del villaggio del suono con tradizionali blues: eleganti, caldi, suadenti e provocanti.

    Le note scorrono limpide e la voce possente di Vanessa Pes avvolge e scuote la sala, preparando il terreno al rockabilly. Un gin lemon basta per allentare l’inibizione: il segreto non è nell’alcol ma nella natura frenetica del ritmo, che fa smuovere persino gli impalati. Oppure, più onestamente, nella bravura dei musicisti: Chiara Intorre al basso, Massimo Maizzani e Raffaele Pagnoncelli alle chitarre, Amerigo Pistola alla tastiera e Simone Piccione alla batteria.

    E non è tutto: di filato c’è il DJ set di Stefano TheFuzzyBeat De Fazi e Andrea Sturial-One Sturiale, che dietro agli occhiali spessi inventano un mondo di suoni, colori, profumi di un’epoca che vorremmo ancora vivere: Rhythm and Blues, Soul, Black Music stile Motown… e i ricordi diventano viaggio, per chi li ha vissuti, e desideri di libertà, per chi li ha solo sognati.

    (Matteo Balsamo)

    (FOTO: Soul Kitchen e Roberta Barletta)

    E adesso, appuntamento in sede per i prossimi concerti – Lorenzo Lepore, Avincola, Pablo MelHoney & Paolo Carnelli, Sara J. Jones, Bombay feat. Riccardo Pasquarella… e tanto altro!