Fluxus: di ritorno, senza un piano (intervista)

“Le cose che non cambiano mai, poi cambiano in un minimo limite di tempo”, cantavano in PURA LANA VERGINE: per esempio, le pause che terminano d’improvviso. Ripeschiamo un’intervista alla FONDAMENTALE band torinese, realizzata per Open Magazine, sperando di rivedere presto Franz Goria dalle nostre parti… (DDG per Open Magazine)

[ Tutto su: Open Magazine ]
Per andare direttamente all’intervista su Open Magazine, cliccate sulla foto oppure qui!

Grazie al successo del progetto promosso su MusicRaiser, tra qualche settimana sarà possibile tornare ad ascoltare i torinesi Fluxus, autori di uno dei più importanti dischi del “nuovo rock italiano”, che quindici anni fa definì un genere e un’epoca: FLUXUS (o “il disco del maiale”) tradusse nel 2002 hardcore punk, noise ed heavy metal in una personalissima forma di canzone d’autore in italiano, caratterizzata da testi adulti e privi di autoindulgenza. Il ritorno era inatteso: le sparse esibizioni di questi ultimi anni non facevano presagire che le carriere parallele – avviate già all’epoca come video maker, grafici, artisti – potessero lasciare spazio alla creazione di nuova musica.

I Fluxus parlano da una sala prove a Torino dove sono alle prese con questioni elettriche, oltre che di produzione discografica: Franz Goria (voce e chitarra), Luca Pastore (chitarra basso), Roberto Rabellino (batteria) e Fabio Lombardo (chitarra), con NON SI SA DOVE METTERSI daranno un insperato seguito al “disco del maiale”, il loro capolavoro del 2002, e al fantasma mai materializzato di SATELLITI E MARZIANI, inciso e abbandonato nel 2005 prima di un lungo break.
Siamo un gruppo difficile, e abbiamo una certa età… a quel punto, nel 2005, ci eravamo resi conto che impegnarci, investire per portare avanti il discorso dei Fluxus era una cosa complicata. SATELLITI E MARZIANI era un esperimento, che si è esaurito nel farlo: era diverso dal “maiale”, e anche NON SI SA DOVE METTERSI sarà differente, più diretto, come le prime cose. Noi stessi cogliamo solo ora le analogie con i precedenti che sono venute fuori nel farlo così, spontaneamente, naturalmente: ci sono dentro rock’n’roll, punk puro, progressive, e anche gli errori… Il maiale venne più naturale, suonavamo da tanto, questo è nato così, dopo la lunga pausa, come una scoperta, una scommessa.

[Continua a leggere…]

Un video di immagini e parole DEI e SUI Fluxus, per capire quanto siano importanti – e non solo per FORTE! Festival…

Lascia il tuo commento

Il tuo indirizzo e-mail viene utilizzato solo per inviarti la nostra newsletter e le informazioni sulle attività di Forte! Festival. Puoi sempre utilizzare il link di cancellazione incluso nella newsletter.