I mille volti di Francesco Forni

Una lunga storia, piena di sorprese: il cantautore romano, tra i fondatori del Collettivo Angelo Mai, ha affascinato il pubblico di FORTE! Festival cantando in tante lingue e stili diversi, come raccontano le nostre Nadia (parole) e Roberta (immagini).

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Francesco Forni in una foto della nostra Roberta Barletta

Domenica 18 gennaio, nella sede di FORTE! Festival, Francesco Forni è arrivato con la sua chitarra, senza troppe formalità, e ha iniziato con grande semplicità e immediatezza a farci conoscere la sua arte: cantautore e compositore, ci ha mostrato la sua versatilità tematica e linguistica, in un susseguirsi di canzoni eterogenee, tratte da diversi album suoi, da lavori teatrali e collettivi.

Italiano, inglese, napoletano, spagnolo… tante lingue (e altrettanti stili) che si alternavano nello scorrere dell’evento: ogni canzone creava un’atmosfera speciale, ci catapultava in un habitat in cui ci sembrava di aver vissuto.

Sonorità evocative originali nelle parole e nella musica, che coinvolgevano il pubblico presente in realtà diverse, in ambienti artistici differenti e percettibili.

Love and Pain, amore e dolore insieme, come nel titolo di uno dei suoi brani, creavano un ‘vibe’ che ci riportava a Camden, quartiere pop rock di Londra, col suo ritmo serrato e pieno di contrasti.

Altri passaggi in lingua inglese, dalle sonorità molto dolci, ci trasferivano a Covent Garden, coi suoi cantanti locali sempre presenti ad animare quello splendido spazio del mercato storico di Londra.


E poi Napoli, con la cover di Fij’i è’e Dio e la malinconia della vita difficile della città campana, che torna in uno dei momenti più intensi della serata, Pure si fosse, lettera che nasce in un testo teatrale, che Francesco riassume e spiega, quando inizia a entrare in risonanza con la platea gremita e attenta: la storia di un ragazzo e una ragazza, lui la ama ma lei lo lascia perché lui spaccia droga, lui ammette e non ammette, ma la ama e vuole tornare da lei

Ripesca anche dalle sue radici, eseguendo Un giorno qualunque, in italiano, scritto e poi eseguito dal Collettivo Angelo Mai di cui è stato tra i fondatori, in un disco introvabile del 2006: ricordi, desideri, proiezioni future struggenti.

Una serata bellissima, con alcune delle tantissime belle canzoni di Francesco Forni, artista capace e poliedrico, che ci ha profuso una parte del suo grande repertorio cantautoriale… e che ci ha lasciato il desiderio di conoscere il resto della sua esperienza.

Ci ha emozionati, e siamo certi che ci ritroveremo: in un futuro prossimo, per altri concerti.

(Racconto di Nadia Ceccarelli – Foto di Roberta Barletta)

GRAZIE A…

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