Pablo MelHoney & Co., Paolo Carnelli e i Radiohead: era davvero il posto giusto!

I racconti di Paolo Carnelli e le esecuzioni spettacolari di Paolo Meloni e soci hanno restituito tutte le vibrazioni dei Radiohead a una platea gremitissima: ce lo raccontano Angela e Roberta!

[ Tutto su: Album fotografici, Stagione 25-26 ]
I Pablo MelHoney & Co. (foto Roberta Barletta/ZWR)

Un’altra domenica di grande musica e buonissime vibrazioni: le esecuzioni impeccabili dei Pablo MelHoney & Co. (Paolo Meloni – chitarra e voce, Ruggero Maoloni – basso e cori, Matteo Agozzino – batteria e cori, che in qualche brano hanno invitato gli ospiti Gwenne – voce, e Lorenzo Patanè – batteria), che hanno spaziato tra i vari dischi e le diverse sensazioni associate al repertorio dei Radiohead, con una scaletta emozionale, invece che cronologica, si sono intrecciate alle testimonianze in prima persona del grande giornalista Paolo Carnelli (Prog Italia), tra i primi in Italia a vedere la grandezza “progressiva” del quintetto di Oxford.
Un evento eccezionale, che apre una settimana intensa, che proseguirà giovedì 5 con lo spettacolo su Lucio Battisti al CineTeatro Buonarroti, e si chiuderà domenica 8 in sede con il concerto al femminile di Sara Jones e delle nostre voci… tutti appuntamenti da non perdere!

Un evento eccezionale, dicevamo: Paolo Meloni, uno dei protagonisti, lo racconta così.

È stata una grande emozione suonare le canzoni di una band importante come i Radiohead nel contesto del FORTE! Festival. Da performer ho assistito alla presenza di un pubblico numeroso, composto anche di giovanissimi attirati dal progetto! Suonare – e cantare – per chi ascolta con attenzione è uno stimolo in più per dare il meglio. In tutto ciò è stato prezioso il contributo di Paolo Carnelli. La sua testimonianza diretta fin dagli esordi dei Radiohead raccontata con interessanti aneddoti ha reso più immersiva l’esperienza, dando carburante emotivo per l’esibizione. Grazie davvero a tutti!

E cosa ne pensa il pubblico? Lo abbiamo chiesto alla nostra Angela Tandurella, che era in platea con tanti altri appassionati rapiti dal flusso della musica e delle storie.

La voce ipnotica. La chitarra esperta. Il basso solido. La batteria onirica.
E poi. La voce dolce e la batteria espressiva degli ospiti.
Insomma, un pomeriggio di musica dal vivo intensa, accompagnata da un narratore capace di farmi entrare, con i suoi ricordi vissuti davvero, nella realtà spiazzante del rock dei Radiohead.

Sì, parlo di Paolo Carnelli, dell’uomo di oggi, che con le sue storie ci ha condotto indietro nel tempo, nei periodi della sua giovinezza, quando si è trovato in un pub di Oxford, quello dei primi concerti dei Radiohead. O quando ha trascorso due giorni senza sonno, con tanta stanchezza, ma con grande trasporto ed entusiasmo, pur di vedere il gruppo in un concerto memorabile a Firenze, nel lontanissimo 1997. E di quella copertina della sua fanzine progressive Wonderous Stories con la copertina dedicata ai Radiohead, che suscitò un grande clamore tra i lettori poco abituati a proposte così poco “classiche”, che si divisero, tra pro e contro.
Racconti di vita intensi, che hanno affascinato gli ascoltatori.

La band mi ha incollata alla sedia fine al termine dello spettacolo e vi assicuro che non è facile ascoltare i Radiohead; cupi, nervosi, a tratti insopportabili, inaspettatamente e improvvisamente magnifici.
Una produzione musicale che, da profana, considero complessa e spesso ostica, così variopinta da risultare complicato l’individuazione del “filo” per riavvolgerla.
Non è stata una performance come tante; FORTE! Festival ci ha regalato in questi mesi eventi musicali affascinanti e questa è stata una delle più belle.

Anzi, mi sbilancio. È stata più difficile.
Perché sono i Radiohead, e quasi trent’anni di produzione riassunti in meno di due ore avrebbero potuto sconvolgere il pubblico.
E invece no. I Pablo Melhoney & Co. hanno suonato divinamente, con competenza, tecnica e sentimento.
E la sensazione di aver fatto arte, di aver fatto cultura, questa sensazione di benessere fisico e mentale, mi accompagnerà a lungo, fino al prossimo evento, quello di giovedì, quello di Battisti.

E allora “Ogni cosa al posto giusto”?
Direi proprio di sì.

(Parole di Angela Tandurella, foto di Roberta Barletta)

GRAZIE A…

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