
AVINCOLA STORIES #2 – STEFANO ROSSO
Il cantautore romano racconta un grande autore dimenticato, in parole e musica
Domenica 15 marzo nella sede di piazza Saffi 37 (Civitavecchia)
Un evento supportato da 80FAME e 8.0 Melting Pot Culinario
Ingresso libero
Simone Avincola, oltre a essere un grande cantautore, ha un talento innato per raccontare storie di musica: la sua passione per i musicisti del passato, soprattutto quelli dimenticati!, è palpabile nei concerti tematici che porta in tour, e chi di voi ha assistito agli incontri su Enzo Carella e su Rino Gaetano e Antonello Venditti, o chi lo segue sui social (dove pubblica dei video bellissimi – andateli a cercare!) sa di cosa parliamo!
Alla fine dell’evento di febbraio eravamo tutti così entusiasti, che abbiamo subito trovato un’altra data per rivederci e parlare di qualche altro musicista: Simone ha proposto Stefano Rosso, l’autore di canzoni che molti di noi ricordano (su tutte, Una storia disonesta, Letto 26 e …e allora senti cosa fo, uscite tra il 1977 e il 1978), sul quale qualche anno fa ha prodotto anche un bel documentario… e la sera stessa l’evento era già in scaletta!
Vi aspettiamo domenica 15 alle 18,30 nella sede di FORTE! Festival (piazza Saffi 37, Civitavecchia), non perdetevi l’occasione di risentire una storia e delle canzoni così belle e dimenticate… e di ascoltare soprattutto Simone che racconta e canta!!!

L’incontro con Avincola arriva dopo una settimana davvero memorabile: il pienone dell’evento su Lucio Battisti al CineTeatro Buonarroti, e a seguire il bell’8 marzo con Sara Jones e Gwenne, sono stati fra le cose più emozionanti della stagione: il bravissimo fotografo Franco Di Claudio ha pubblicato una galleria di immagini dallo spettacolo battistiano, che potete rivedere sul suo sito, e dalla quale vi riportiamo sotto una breve selezione… per invogliarvi ad andare a cercare il resto! 😉 Grazie ancora a Franco!
Per l’otto marzo era stato fissato un concerto al femminile, con la cantautrice romana Sara Jones e col supporto di Gwenne: la nostra Angela Tandurella aveva già in mattinata sottolineato in versi l’importanza di togliere la retorica dalla celebrazione della festa della donna, in un testo che avevamo condiviso nel gruppo (Ogni anno con l’approssimarsi dell’8 marzo, mi auguro di essere l’ultima generazione di donne a subire la mortificazione – della protezione del “sesso debole”; del prodotto DOP “donne di origine protetta”; del prodotto DOC donne di origine controllata; del recinto “quote Rosa “; delle oasi protette dal WWF per le donne in estinzione; del patrimonio dell’umanità dell’UNESCO; io voglio essere. Perché è così difficile essere e basta?)… e quindi, è sembrato naturale chiedere a lei di raccontare il concerto di Sara Jones, per un altro resoconto tutto al femminile, completato dalle foto di Roberta Barletta!
Gli eventi della domenica pomeriggio alla sede di Forte festival non sono solo musica.
Sono cultura in senso lato, offrono spaccati importanti della cultura musicale che ci circonda, soprattutto nell’ area romana.
Domenica scorsa è stata l’occasione per conoscere meglio Sara Jones.
Un vero e proprio piccolo concerto, condotto nel solco del tema dell’amore; che fa soffrire, ma che, alla fine salva.
Tante canzoni, tra le quali una, in particolare, mi ha colpita: si intitola “Riopan” e cura chi ha il “cuore con il reflusso “.
Perché in fondo, chi non ha mai avuto il cuore dolorante e ha cercato una soluzione?
Ecco, Sara Jones ha trovato come proteggersi.
Perché su questa “Giostra “ – altra canzone molto profonda – si sale e si gira vorticosamente.
Si scende e si fanno i conti con la vita, per verificare “quel che resta di me”.
Il tutto accompagnato da bravi musicisti e una simpatia trascinante della cantante, che ci ha deliziati anche con un’ interpretazione corale di un brano che ci ha ricordato Gabriella Ferri “Te possino da’ tante cortellate “, e un finale da grande artista con la meno antica hit dei Four Non Blondes.
Un otto marzo con le donne e per le donne, per la pace e l’amicizia , valori che, in questo preciso momento storico, vanno gridati e cantati da tutti.
Come abbiamo fatto noi, domenica 8 marzo.
(Racconto di Angela Tandurella, foto di Roberta Barletta)
GRAZIE A…
