Finché la musica ribatte e va: incontro con Pergola

Matteo Balsamo presenta il cantautore irpino che aprirà la serata di sabato del FORTE! Festival 2026: un artista personale, da una scena molto vitale!

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Francesco Pergola, artista fieramente irpino, si avvicina alla musica in età molto giovane, muovendo i primi passi come DJ. Nel 2019 conquista l’attenzione del pubblico e degli operatori del settore grazie a una reinterpretazione elettronica con LYGDAMO del celebre brano Rockin’ in the Free World di Neil Young, pubblicata da Borders of Light, che ottiene un notevole successo nella scena del clubbing. Da lì prende forma il suo percorso come DJ e producer, portandolo a esibirsi nei più importanti club italiani ed europei accanto ad alcuni tra i protagonisti della musica elettronica internazionale.

Nel 2023, però, decide di dare una svolta al proprio percorso artistico: lascia alle spalle il mondo del clubbing per dedicarsi a una dimensione più personale e autentica, orientata verso una scrittura introspettiva e un sound ricco di contaminazioni, nato dall’incontro tra le molteplici influenze musicali che hanno segnato la sua crescita artistica. STREAM! (Stream Records, 2025), il suo nuovo progetto discografico, cambia decisamente le carte in tavola. Ad anticipare l’uscita è il singolo Dove il sogno va, un brano che presenta sonorità evocative, mentre il videoclip omaggia 8 ½ di Fellini, disponibile in radio e su tutte le piattaforme digitali. Come in un Fiano di Lapio, si percepiscono all’olfatto note dei grandi artisti che lo hanno chiaramente ispirato, ma il gusto al palato è personale e persistente. 

Registrato in diversi studi di fama internazionale, tra cui gli storici Real World Studios fondati da Peter Gabriel, “STREAM!” unisce ricerca sonora e sensibilità melodica in un equilibrio raffinato tra innovazione e tradizione. L’album attraversa influenze che spaziano dalla world music all’elettronica, dal rock al pop, restituendo un’identità musicale autentica e riconoscibile.
Attraverso testi intensi e scenari sonori suggestivi, Pergola accompagna l’ascoltatore in un viaggio interiore che esplora fragilità, inquietudini e desideri profondi dell’essere umano.

Le canzoni affrontano temi come il bisogno di evasione e i conflitti emotivi, raccontando la figura del sognatore contemporaneo che percorre la sua solitudine, in continua ricerca di libertà, guidato dalla silhouette dei monti al calare del sole.  Il disco vede inoltre la partecipazione di musicisti e produttori di fama internazionale, tra cui Simon Phillips, Lenny Castro, Chris Hughes, Tony Franklin, Ted Jensen e numerosi altri collaboratori di prestigio.

Personalmente, l’ho visto crescere molto come artista e come amico, e sono felice che abbia accettato il nostro invito! 
Gli ho posto alcune domande. Ora parola a lui!

(Matteo Balsamo, maggio 2026)

Quali sono stati gli artisti e gli album che ti hanno formato di più musicalmente?
Ce ne sono troppi, legati principalmente alla scena inglese ed americana. Dai generi e stili più diversi: Michael Jackson, Peter Gabriel, Eric Clapton e moltissimi altri. Tra i dischi sicuramente: TOTO IV, SO di Peter Gabriel, OLTRE di Claudio Baglioni… potrei citartene per ore ed ore!

C’è stato un momento preciso in cui hai capito che la musica sarebbe diventata parte centrale della tua vita?
Probabilmente è un qualcosa che mi ha sempre accompagnato. Lo è sempre stata, un centro, un perno focale del mio modo di vivere e di vedere le cose.

Quali influenze arrivano anche al di fuori della musica — cinema, letteratura, arte, esperienze personali?
Cinema e letteratura miscelate alle esperienze personali. C’è una grande influenza sul mio modo di scrivere che proviene proprio dal cinema e da numerose opere letterarie. Ad esempio sono un grande appassionato di Dylan Dog e letteratura americana e russa.

Quanto conta per te ascoltare musica nuova oggi?
È fondamentale. In Italia facciamo molta fatica a proporre qualcosa di concretamente internazionale. Il fermento c’è, i bravi artisti anche, ma sono completamente oscurati da un malsano mainstream. Oltreoceano e nel nord Europa c’è completamente un altro fermento artistico, un’altra “musica”.

In che modo il tuo territorio o la tua città hanno influenzato il tuo percorso artistico?
Il mio territorio (l’Irpinia, la provincia di Avellino) è una enorme fonte di ispirazione per me. Avellino è una realtà di provincia, dove continuo a vivere: ho il mio studio, i miei collaboratori e la mia dimensione di vita. Sono sempre stato lontano dalla mia città sul piano artistico, avendo avuto l’opportunità di lavorare spesso fuori.

Hai percepito più sostegno o più difficoltà nel crescere all’interno di quella scena?
Ho sempre avuto un forte sostegno dal pubblico di casa, è una terra che potrebbe dare molto di più ma che spesso resta “pigra”. Ogni volta che ho lanciato un’iniziativa, c’è sempre stata una forte risposta. Quindi credo che le cose si possano fare, l’importante è coinvolgere le persone e renderle partecipi di quello che fai.

Come descriveresti la scena musicale irpina?
Quasi assente, ma ci sono delle realtà e dei musicisti di talento, in vari generi musicali. Ci sono dei ragazzi preparati che hanno dei progetti estremamente validi, ma hanno bisogno anche di chi li sostiene nel credere in quello che fanno.

Cosa ti motiva a continuare nei momenti di blocco creativo o difficoltà?
La musica stessa, la voglia di scrivere la prossima canzone, la voglia di comporre un nuovo brano.

Quanto c’è di autobiografico nei tuoi brani?
C’è tutto me stesso, la mia visione e le mie esperienze. Provo a trasmetterle a chi decide di ascoltarmi.

Qual è stata l’esperienza musicale che ti ha cambiato di più?
Senza dubbio la mia permanenza ai Real World Studios di Peter Gabriel, dove ho iniziato a produrre e a lavorare su “Stream!” il mio primo album. Lì ho capito esattamente quello che volevo fare del mio progetto personale.

C’è stato un concerto o una performance che ricordi come uno spartiacque nel tuo percorso?
Ce ne sono molti, legati non solo alla mia presenza ai concerti, ma anche in DVD. Ho sempre studiato molti concerti live sin da quando ero piccolo, dal Paul McCartney Live in Red Square a Mosca fino al Live in Bucharest di Michael Jackson, per poi passare al Crossroads di Eric Clapton.
Inconsapevolmente mi hanno forgiato il carattere musicale.

Hai mai vissuto un fallimento artistico che poi si è rivelato importante?
Io credo vivamente che il fallimento non esista. Esistono solo progetti che riescono in maniera diversa e dipende sempre da molti fattori. Ci sono stati momenti molto difficili nella mia carriera professionale, di grande sconforto e confusione. Ci si rimbocca le maniche e ci si applica nel superarle.

Hai mai lavorato con qualcuno che ha completamente cambiato il tuo modo di vedere la musica?
Chris Hughes, mi ha insegnato come si fa il mestiere del produttore. Lo conobbi ai Real World e lavorammo su Dove il Sogno Va. Ho imparato molto da lui, ne sono grato per questo.

C’è un artista con cui sogni di collaborare?
Amo molto John Mayer… sarebbe bello!

Cosa ti interessa esplorare musicalmente oggi, che magari prima ignoravi?
Sonorità. Il suono e la produzione rimangono il fulcro fondante del mio modo di fare musica. Ho imparato con l’esperienza sul campo a concentrare le energie su questo principalmente.

Che rapporto hai con il pubblico e con l’idea di “successo”?
Sono molto schivo. Il successo non lo rincorro né tantomeno lui rincorre me. La vedo come una conseguenza, arriva quando meno te lo aspetti e spesso finisce quando meno te lo aspetti. Bisogna essere molto distaccati, può anche essere pericoloso. Se arriva, ben venga. Il pubblico invece è energia, legittimano quello che fai. Lo fai anche per loro, per chi davvero ti segue.

Nuova musica in vista?
Voglio iniziare un nuovo disco, spero di farlo molto presto. Con la voglia di andare in una nuova direzione. Adesso voglio anche concentrarmi su qualche live in programma in giro.

Il 23 suonerai al Forte Festival! Impressioni prima della serata? Suonerai insieme a qualcuno?
È una bellissima realtà, di musica e fermento culturale. Sarò in un live solo chitarre, in acustico. Con me ci sarà una presenza fissa della mia vita, Giovanni De Lisa, nonché chitarrista ed anche cugino!

FORTE! Festival 2026 è un evento organizzato dall’Associazione culturale FORTE! Festival insieme a Comune di Civitavecchia (Assessorato al Turismo e Assessorato alla Cultura) e alla Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia,con il supporto di A Casa Tua, Clemenergy Srls di Clementucci Andrea, Graphis Studio, SDIC Servizi di Pistola Daniele e Compagnia Portuale Civitavecchia, con i media partner Radio Stella Città e Radio Alma Bruxelles.

All’organizzazione del festival partecipano tante associazioni musicali e artistiche del comprensorio, insieme a partner di livello nazionale: Associazione Poetica Allumiere, Baita Crew, Casa delle Arti Allumiere, CineCircolo XXI APS,  Ensemble InCantus, EMRO Video, Ercolani Bros. / Dokc Lab, Festival Kafarock (Cecina), Filarmonica di Civitavecchia,  Granari Spazio Off, ass. musicale Ponchielli,  HolyDays Festival (Foligno), RioFest (Tegoleto), Skelter, Tèkne/ Sonika Art Festival (Campobasso), Stazione Musica, Unione Musicale Civitavecchiese, WoW Records, Zillion Watt Records.

L’evento è stato realizzato col supporto di operatori locali, case discografiche ed editori nazionali, che ringraziamo di cuore per l’aiuto: 2F Recording Studio, 8.0 Melting Pot Culinario, 80Fame, Armata Brancaleone, Beghelli Point,dV Games, Elena Bassetti Jewels, Farmacia Palombo, Graffiti, MarLa Emozionali Creazioni Tessili, Mucca Games, Power Innovation + VoipVoice, SIAC Immobiliari di Silvia Felicioni, Traiana SRL.