Omaggio a Disfunzioni Musicali: qualche foto

Una chiacchierata amichevole sulle storie di un periodo oggi lontano e poco comprensibile ai più giovani, quando la musica era talmente “identitaria”, da rendere leggendari anche i negozi di dischi.

Un’ora di chiacchierate col sottofondo del DJ set di TheFuzzyBeat, per raccontare un mondo che forse non c’è più, dove la musica era un elemento identitario ed era normale ritrovarsi con gli amici davanti a un negozio di dischi, alla ricerca di qualche LP che ci “definisse”, in qualche modo: l’incontro con Dario RadioDario Calfapietra, intervistato dalla nostra Donatella Donati, è stato amichevole e rilassato quanto ci aspettavamo, e la presentazione del DVD dedicato da Dario alla storia del leggendario negozio romano Disfunzioni Musicali si è sviluppata tra aneddoti, personaggi e sensazioni nelle quali tutti gli appassionati si sono riconosciuti (su tutte, il rimpianto per i dischi venduti per recuperare risorse per acquistarne altri… che poi, magari, anni dopo siamo tutti andati a ricomprare ciò che avevamo improvvidamente dato via!).

La giornata afosa ha tenuto lontano tanto del nostro pubblico, ma il segno lasciato sulla piazza, l’opera di Liam Becher inaugurata a fine evento, che riproduce lo storico logo di Disfunzioni creato da Roberto Rinalduzzi, sarà sicuramente un bel promemoria per provare a riprendere il discorso della musica identitaria e di tutto il resto.

Grazie a Dario e alla giornalista-produttrice Daniela Giombini che lo ha accompagnato, a Liam e a tutti quelli che c’erano, e a Re-Cycle, Mood e Pizzeria il Cantuccio, che hanno fatto propria la causa, al punto di supportare anche eventi particolari come quello di ieri!

Come da tradizione, condividiamo qualche foto dell’incontro: e ci vediamo domenica prossima per un grande finale di stagione

La prima volta che sono entrato a Disfunzioni credo sia stato perché ne avevamo letto la pubblicità sulla rivista Rockerilla: il riquadro sembrava promettere che avremmo trovato là tutti i dischi recensiti sulla rivista, quelli che ci rendevano oggetto di scherno da parte dei negozianti locali ogni volta che provavamo a chiederli, e che ordinavamo infine al buio da servizi postali oggi dimenticati (Nannucci, Sweet Music…).

Disfunzioni nel 1982 aveva una serranda in via dei Falisci, e non ci sembrava potesse davvero essere la miniera d’oro che la reclame insinuava: ma ci sbagliavamo.

Varcata la porta, fummo ubriacati dall’abbondanza inattesa: e dopo un tempo che non saprei calcolare io e mio fratello finimmo per prendere dischi a esaurimento dei rispettivi portafogli, e perfino mio padre si fece prendere dalla nostra euforia, acquistando un LP di una band ignota, soltanto per la bella copertina artistica.

Usciti dal negozio e finita la magia, scoprimmo che avevamo sbagliato i conti: Disfunzioni ci aveva lasciato 10.000 lire di resto!

Naturalmente, rientrammo di corsa e comprammo un altro disco.

(DDG)

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