
Che cosa resta di una melodia quando attraversa il tempo? E cosa succede quando una danza balcanica, un’eco greca, una suggestione arabeggiante o un frammento della tradizione italiana vengono ricondotti alla voce sola del pianoforte?
Alla Libreria Zalib di Roma, Mattia Colombi (il grande pianista che il pubblico di FORTE! Festival già conosce grazie al Romanzo di formazione portato in scena con Alessandro Gori) presenta Seikilós, il suo ultimo progetto dedicato alle musiche del Mediterraneo reinterpretate per pianoforte solo. Un concerto costruito come una traversata: ritmi ora più sincopati, ora più distesi, scartano, si aprono, tornano a richiudersi, lasciando emergere affinità inattese tra culture lontane.
Marinaio sicuro, Colombi procede per correnti, avanza, poi cambia direzione, rallenta; torna ad agitarsi. Alcuni passaggi arrivano come mare calmo, larghi e sospesi; altri rompono l’equilibrio con improvvise accelerazioni ritmiche, quasi piccoli urti contro la riva.
Nel tocco essenziale di Colombi, le diverse tradizioni non restano mai chiuse dentro i propri confini. Si sfiorano, si mescolano, si allontanano per poi ritrovarsi poco dopo, dentro uno stesso respiro sonoro. E così il Mediterraneo evocato da Seikilós non diventa una cartolina nostalgica, ma qualcosa di vivo, mobile, continuamente attraversato da incontri, scambi e ritorni.
Viene da parafrasare Hugo Pratt e la sua Ballata del mare salato: «Sono il Mediterraneo e sono il più grande di tutti…»
(Matteo Contigliozzi – Concerto di Mattia Colombi, Libreria Zalib, Roma, maggio 2026)