
Fabriano All Around è un’iniziativa dell’omonimo e storico marchio produttore di carta da disegno. Arrivato alla sua decima edizione, è un progetto diffuso che per un mese (dal 12 settembre all’11 ottobre) offre la possibilità a chi aderisce di trasformare l’Italia in un grande laboratorio di esperienze creative di ogni genere, con il foglio bianco come grande protagonista.
A Civitavecchia l’evento è stato organizzato da Liana Zanfrisco, artista, insegnante, blogger, instancabile ispiratrice della vita artistica cittadina e non solo, in collaborazione con la sottoscritta, storica dell’arte e curatrice, e di FORTE! Festival.
Liana è la creatrice del movimento del taccuino, destinato a chiunque desideri, attraverso la pratica artistica, riappropriarsi o scoprire la propria creatività e libertà interiore e attivare un percorso di crescita personale. In questo caso l’idea fondamentale è stata quella di usare, come laboratorio di esplorazione, un taccuino particolare, detto leporello (dal nome del servitore di Don Giovanni nell’omonima opera di Mozart), una lunga striscia di carta ripiegata a fisarmonica, fornita da Fabriano per l’occasione.

Il tema conduttore della giornata era Civitavecchia, una città pesantemente stravolta e degradata, dai bombardamenti alleati prima e da scellerate scelte di ricostruzione e ristrutturazione nel corso dei decenni poi. Eppure, quella città che non c’è più, che non abbiamo neanche mai conosciuto, se non nei racconti dei nostri vecchi e in qualche sbiadita fotografia, è parte tenacissima della nostra identità, incisa in qualche modo nel nostro DNA, che ci richiama sempre sulla strada di casa, per quanto la distanza e il tempo ci abbiano tenuti lontani.
Volevamo comunicare questo sentimento in un laboratorio non chiuso e non statico, con un viaggio che toccasse alcuni dei luoghi più significativi, un’esperienza di “disegno in cammino”. La via è stata tracciata dal racconto di quella città scomparsa; la narrazione, ispirata da vivide memorie ancestrali, ha sovrapposto a quella odierna l’immagine della città antica, i suoi motivi architettonici ricorrenti, come l’arco, il dialetto, i detti popolari, la gente e la relazione viscerale con il mare, il suo aspetto mutevole, il suo odore inconfondibile, fatto di scogli, alghe, iodio.
Il mare è stato protagonista fin dall’inizio, con gli artisti che hanno tracciato prima uno sfondo suggerito dalle proprie emozioni, alla spiaggia del Pirgo, poi, accompagnati in un itinerario che ha seguito il lungomare, fino al porto, con il forte Michelangelo, la Calata, la Darsena Romana; guidati dal racconto, vi hanno sovrapposto un paesaggio, una Civitavecchia immaginaria e personale, ma sorprendentemente vicina all’antica città sparita. Ciascuno di loro, arrivati qui un po’ da tutta l’Italia – dalla Lombardia alla Sardegna, passando per l’Umbria e l’Abruzzo- ha reso visibile un’assenza, tutti sono stati capaci di accogliere l’emozione che ha accompagnato questo cammino, che si è concluso nella nuova piccola galleria di FORTE! Festival, proprio nel cuore storico della città, tra il mare e il borgo antico, con un happening collettivo, un commosso scambio di emozioni e un allegro brindisi finale. Una giornata speciale, un gruppo iniziale di perfetti sconosciuti che hanno saputo tessere una fitta trama di relazioni empatiche e profonde, con la promessa di ritrovarsi a condividere nuove esperienze e tornare ancora a Civitavecchia. La magia ha colpito anche loro.
