
Il Premio Tenco rappresenta uno dei massimi riconoscimenti italiani per la musica d’autore: le 6 Targhe Tenco che si assegnano ogni anno a Sanremo sono un premio importantissimo per i nostri artisti, e la cerimonia-festival di ottobre è un evento che vede sul palco tanti grandi musicisti del nostro pop, inclusi quelli che magari evitano di partecipare all’altro festival della città ligure!
Quest’anno, tra i premiati c’è un nostro grande amico, Avincola, che ha ricevuto una meritatissima Targa Tenco per il suo omaggio al grande Enzo Carella, che ha aggiunto a DOLCE TU PER TU, il libro che raccoglie testimonianze di tanti amici dello sfortunato cantautore romano, una raccolta di canzoni, AVINCOLA CANTA CARELLA, dove Simone, insieme ad altri musicisti della scena attuale, rilegge i brani del repertorio carelliano.
Abbiamo chiesto al nostro Matteo Balsamo di raggiungere Simone Avincola per chiedergli di commentare questa stupenda vittoria.
Il libro DOLCE TU PER TU è disponibile su Amazon, e il disco AVINCOLA CANTA CARELLA si può ascoltare su tutte le piattaforme, inclusa Spotify.

Ho avuto l’occasione di conoscere Simone Avincola anche lontano dai riflettori, grazie al FORTE! Festival: quello che ho notato sin da subito, è stata una sincera voglia di ascoltare le storie degli altri, interagire in maniera costruttiva, riflettendo sul senso profondo dell’arte, al di là dei followers e degli streaming.
Un interesse comune, in particolare di ricerca sui cantautori “scomparsi” dai radar dell’industria discografica, ma che hanno tanto da dire attraverso le loro canzoni.
Avevo già coltivato una passione per la musica di Enzo Carella, ma grazie al suo album è diventata un bellissimo fiore.
Cosa significa per Simone la vittoria della targa Tenco? E per Avincola?
Da sempre Simone e Avincola hanno camminato insieme, Simone lascia il passo ad Avincola e viceversa, questo per dire che ho lasciato sempre che la distanza tra i due fosse minima. In un certo senso potrei dire che siamo la stessa cosa, quindi entrambi siamo felici ed emozionati al pensiero che grazie a questo riconoscimento così importante si possa sperare in una rinascita di un grande artista così unico come Enzo Carella.
Cosa pensi avrebbe significato per Enzo?
Io credo che si sarebbe fatto una bella risata commossa sotto i baffi.
Hai sentito la famiglia di Enzo? Qual è stata la loro reazione?
Certo che sì. Susanna (la sorella) e Orso (il nipote) sono felicissimi.
Lo sono dall’inizio di questa avventura e mi hanno sempre sostenuto ed abbracciato con i loro cuori e le loro parole.
Cosa stavi facendo quando ti è arrivata la notizia?
Ero a casa a Trevignano, sul lago di Bracciano dove vivo oramai da un paio d’anni. Ho chiamato la mia compagna, abbiamo sorriso. Lei è stata molto importante, ha gettato luce anche nei momenti più bui perché non è stato facile all’inizio trovare le giuste energie per costruire un progetto così ambizioso senza l’appoggio di un ufficio stampa o di una casa discografica.
Dopo aver raccontato la vita di Enzo e averlo fatto conoscere, pensi che vi somigliate un po’ di più?
Questa è una bella domanda ma non saprei risponderti. Purtroppo Enzo non l’ho conosciuto per un pelo! Però di certo mi sento di dire che condivido con lui l’idea di musica come spunto per creare qualcosa in piena purezza, senza doppi fini.
Immagina un dialogo con Enzo, cosa ti direbbe?
“Simò! Ma che hai combinato??”
E cosa Simone direbbe a Simone di 15 anni fa?
Gli direbbe che va tutto bene e che l’importante è andare spediti come un treno… senza rotaie.
Continuerai a dare voce a storie come quella di Enzo?
Mi piacerebbe molto, ho delle idee che non posso anticiparti ma di certo questa passione (o forse meglio dire “ossessione”) per gli artisti nascosti, non si fermerà qui. Io credo che progetti come questo dimostrino quanto di bello c’è nel sottosuolo. Certe volte scavare nel profondo è molto più curioso che continuare a camminare nella superficie della banalità.
(Matteo Balsamo)
